16 errori da non commettere per non far fallire il proprio e-commerce (e per fare la differenza)

28 Giugno 2021

“Uno su mille ce la fa” cantava Gianni Morandi nell’ormai lontano 1985. Una canzone, di stampo motivazionale, che parlava di una forte voglia di riscatto e di un invito a non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita. É incredibile come le parole di Morandi, possano facilmente ricondursi al mondo dell’e-commerce!

Secondo le statistiche del 2019 della Camera di Commercio, oltre il 90% degli e-commerce in Italia chiude entro i primi dodici mesi di attività. Ma perché questo accade? Cerchiamo di capirlo insieme.

Parola d’ordine pianificare!

Prima di avviare un progetto di business online, andrebbero svolte una serie di analisi e attività che spesso non vengono prese in considerazione.

L’e-commerce, infatti, rappresenta una grandissima opportunità che molti stanno cercando di cogliere ma che pochi sanno effettivamente come far fiorire. Infatti, a monte di un progetto e-commerce, indipendentemente dal settore merceologico, è fondamentale avvalersi di:

Un business plan o una pianificazione di breve e medio periodo;

Una strategia (di marketing) multicanale per decifrare quali siano i giusti canali di comunicazione e di advertising della tua attività digitale;

Competenze trasversali (anche riferite a collaboratori o professionisti del settore) a livello di:

  • conoscenza del mercato, in termini di domanda e offerta e analisi dei competitor;
  • conoscenza sulla gestione della distribuzione e della logistica;
  • conoscenze strategiche e tecniche per l’utilizzo degli strumenti e dei canali online.

Queste sono -solo- le fondamenta sulle quali costruire un e-commerce fiorente ed efficace.

Quali sono, invece, gli errori più comuni ma soprattutto quelli da evitare per non far fallire il proprio e-commerce e per fare la differenza? Vediamoli insieme nel dettaglio.

Errori nello sviluppo tecnico del sito

Con “sviluppo tecnico” andiamo a identificare tutto il mondo legato alla programmazione del sito, dalla scelta del fornitore per la piattaforma (Shopify, Magento, Woocommerce ecc) fino alla sicurezza del sito.

Sono tutti aspetti primari e fondamentali da considerare nel dettaglio prima di procedere con la creazione del proprio shop online. I quattro errori tecnici più comuni da evitare per far funzionare il proprio e-commerce sono:

⚠️ Protocolli di sicurezza mancanti

Possedere un certificato SSL con HTTPS (indispensabile per proteggere il trasferimento dati) e un footer che comunica affidabilità e fornisce informazioni fondamentali all’utente (ad esempio la sezione FAQ, i termini di spedizione merce, i tempi e metodo di pagamento, eventuali numeri di telefono utili nonché i dati fiscali e le sedi ufficiali del brand) sono la base di partenza per un buon e-commerce.

⚠️ Velocità del sito penalizzante

La corretta progettazione e gestione del sito e dei suoi contenuti con un occhio di riguardo per la velocità di caricamento sono alla base di un lavoro ben svolto sul web, in particolare se si hanno obiettivi di posizionamento sui motori di ricerca.

⚠️ Non utilizzare gli strumenti della SEO correttamente

Ottimizzare i tag fondamentali e l’alberatura del sito, identificare le keyword del tuo brand, effettuare una strategia di link building, evitare di possedere contenuti duplicati sono solo alcune delle best practice da osservare per aiutare il tuo e-commerce a posizionarsi correttamente sui motori di ricerca. Sì, questa è una strategia di medio-lungo termine!

⚠️ Search del sito non funzionante

Questo strumento è di primaria importanza per permettere agli utenti di raggiungere i contenuti del sito in modo immediato senza esplorare tutte pagine della piattaforma, esattamente come fa la barra di ricerca di Google. È essenziale che le persone trovino subito quello di cui hanno bisogno.

Errori nel design del sito

Al giorno d’oggi è fondamentale strutturare un sito web di e-commerce capace di offrire la migliore esperienza di navigazione possibile, anche – e soprattutto- da dispositivi mobile. Realizzare una piattaforma e-commerce è un’operazione delicata: tutto si gioca in poche schermate, fatte di layout, immagini e testi.

I quattro errori di design più comuni sono riassumibili in:

⚠️ Grafica del sito poco accattivante

La grafica di un sito dovrebbe essere studiata e pensata al fine di impressionare favorevolmente l’utente e indurlo ad acquistare un prodotto online, conoscere il brand e… ritornare. Questo lo si ottiene attraverso una sapiente conoscenza del web design. E sì, se te lo stai chiedendo, serve una figura professionale dedicata.

⚠️ Navigabilità del sito

In questo caso ci riferiamo alla capacità di un sito di soddisfare i bisogni dell’utente finale, garantendo: facilità di accesso, navigabilità ottimale e comprensibilità dei contenuti informativi.

Si tratta, in altre parole, di costruire un sito che sia efficace, efficiente e soddisfacente per l’utente, ossia user-friendly.

⚠️ UI/UX

L’UX design “detta le regole” per la corretta implementazione delle funzioni e degli elementi di un sito per andare incontro al gradimento degli utenti.

L’UI design invece studia l’interazione tra uomo e dispositivo e ha lo scopo di rendere più invitante la navigazione, in accordo con lo stile e la comunicazione del brand. Anche in questo caso sarebbe preferibile evre una figura professionale dedicata.

⚠️ Design mobile first

L’approccio mobile first consiste nel progettare un sito pensando e ottimizzando la navigazione per lo schermo più piccolo (smartphone e tablet) e lavorare verso l’alto (ovvero per lo schermo di portatili e pc). È la migliore strategia per creare un design reattivo o adattivo.

Errori nella pagina del prodotto

La PDP (o pagina del prodotto) è la pagina regina di ogni e-commerce, la più importante.

Proprio per questo non può essere improvvisata, al contrario va ottimizzata al meglio perché è in questa pagina che le persone comprano o meglio, decidono se comprare.

Gli errori più comuni che si commettono in questa pagina sono principalmente quattro:

⚠️ Descrizioni del prodotto incomplete

Le informazioni nella pagina del prodotto devono essere dettagliate e devono fornire una reason why all’utente per motivarli all’acquisto.

La descrizione deve essere chiara e semplice, senza errori ortografici o grammaticali e deve specificare tutti i plus del prodotto/servizio.

⚠️ Immagini del prodotto di bassa qualità (o troppo poche)

Le immagini di scarsa qualità, “pixellate”, poco nitide e amatoriali abbassano fortemente la possibilità di acquisto di un prodotto.

Investire in uno shooting di qualità o seguire un corso per imparare ad effettuare degli scatti conformi ad un e-commerce sono le strade da seguire per aumentare le possibilità di conversione.

⚠️ Recensioni non presenti

Una recensione è un feedback che un cliente lascia dopo aver ricevuto un prodotto o aver usufruito di un particolare servizio. Le recensioni dei clienti sono un elemento fondamentale per il successo di un e-commerce poiché forniscono la cosiddetta social proof, ovvero una prova sociale che attesta qualità e affidabilità.

⚠️ Non fare cross-selling (o down-selling)

Cross selling e down selling sono strategie di marketing per indurre i clienti ad acquistare un prodotto complementare o di prezzo inferiore a quello acquistato.

Qual è il beneficio di fare cross selling? L’aumento delle vendite, of course!

Errori nella procedura di acquisto

Il processo di check-out è l’ultimo vero ostacolo prima che gli utenti diventino clienti, quindi, esattamente come la PDP, è di cruciale importanza. Vediamo quali sono gli errori più comuni che si commettono in questa pagina:

⚠️ Processo di check-out lungo

Rendere la pagina di check-out singola, intuitiva e semplice da utilizzare, eliminare tutti gli ostacoli, abilitare la modalità di checkout per ospiti, rendere salvabile il carrello e perché no, usare il metodo della scarsità o dell’urgenza, sono tutte ottime tecniche per creare il “processo di check-out perfetto”.

⚠️ Spese di spedizione troppo alte

Il motivo principale per cui gli utenti abbandonano il carrello è dato, per il 69% delle volte, dai costi di spedizione troppo alti (Fonte Nielsen su SendCloud). Questa tipologia di costi potrebbe essere assorbita dall’e-commerce o integrata per una minima parte nel costo del prodotto. Nel caso non sia possibile offrire la spedizione gratuita si potrà offrire all’utente dei benefit sulla spedizione (ad esempio la possibilità di scegliere il corriere o la spedizione più veloce) o un coupon sconto sull’acquisto successivo.

⚠️ Offrire poche tipologie di pagamento

Maggiori possibilità di pagamento equivalgono a maggiori possibilità di conversione. I consumatori desiderano avere diverse opzioni di pagamento, perciò è fondamentale inserire tutte le carte di credito più usate (Mastercard, Visa, American Express), PayPal e anche Amazon Pay. Sarebbe utile anche integrare il bonifico bancario, soprattutto in caso di importi alti, e il contrassegno.

⚠️ Mancanza del supporto del customer care (anche tramite chat live)

Il servizio clienti è la ciliegina sulla torta di un e-commerce. È un aspetto essenziale per accompagnare l’utente alla vendita, fornire informazioni e delucidazioni, supportare nel post-vendita, acquisire feedback positivi nonché contenere eventuali lamentele. Per evitare il fallimento del proprio e-commerce e per fare la differenza, il customer care è una business unit da integrare e tenere fortemente in considerazione.

Ultimo punto, ma non meno importante: un e-commerce è un investimento a lungo termine, non bisogna avere fretta e bisogna mettere in conto la possibilità di sbagliare, cadere e ricominciare da zero. Quindi, parola d’ordine: perseverare!