Chissà com’è stato per te, quest’anno appena passato.
Per noi il 2025 ha significato tante cose, che si sono concretizzate in eventi sportivi e aziendali, occasioni di networking e team building, fiere ed esposizioni artistiche, tanta SEO e altrettanta AI, premi e tanti, tanti trend.
Ci eravamo lasciati, noi di Emporio ADV, digitando “6-7” su Google.
Se non l’hai ancora fatto – cioè digitare “6-7” su Google, puoi farlo ora. Se non l’hai ancora fatto e sei pigrissimo, puoi semplicemente cliccare qui.
Quello che succede, come avrai visto, è che la pagina oscilla per un po’, simulando un meme popolarissimo, se usi i social e hai sotto i 25 anni.
Il “6-7” è il nuovo specchio della società: c’è chi lo ama, chi lo detesta e chi proprio non lo capisce.
Un po’ modo di dire, un po’ espressione idiomatica, il “6-7” è soggetto a innumerevoli interpretazioni ma ha una “forza” tale che a dicembre 2025, il reparto marketing di Google ha pensato di dedicargli un easter egg.
La domanda ora è: cosa possiamo aspettarci dal 2026, in un’epoca in cui i meme sono la nuova chiave di volta della notorietà e le persone diventano “qualcuno” perché creano meme o perché finiscono per diventarlo?
Negli ultimi mesi, giorni, secondi, abbiamo assistito a un’esplosione di contenuti spesso senza un vero e riconoscibile significato, molti dei quali generati dall’AI.
Produrre tanto in poco tempo, influenzare i gusti degli utenti, contribuire al brainrot e al sovraffollamento del web: tutto è possibile con l’AI, tra le sue varianti, declinazioni e dirette conseguenze, una su tutte l’AI slop, di cui abbiamo parlato nell’ultima newsletter 2025.
Come abbiamo capito, è dalla combinazione fortunata di social e AI che nascono trend come Skibidi boppy, bassochiave, scp speravo sapessi – che dà il titolo a questo articolo – e il di cui sopra “6-7”.
Nessuna parola elencata qui sopra ti sembra avere senso? Niente panico, è perfettamente normale. Se hai più di 23 anni.
Lo sapevi che… Il motivo per cui i meme creati con l’AI sono incomprensibili è sia anagrafico che culturale.
Sono contenuti che spesso nascono tra i giovanissimi, per poi diffondersi attraverso feed e piattaforme e diventare virali, o come ha detto Forbes: silly, nonsensical and kinda surreal.
Non sorprende che, in un’era di insicurezze e decluttering, alcuni creator abbiano iniziato ad auspicare un Meme Reset, che non vuol dire rinunciare ai meme, ma ritornare a quelli più iconici e riconoscibili, “adatti a tutte le fasce d’età”.
Per quanto ci riguarda, ci aspettiamo un 2026 in cui proseguire il percorso intrapreso con impegno, determinazione, consapevolezza e… senza perdere il divertimento.
Con Saturno non più in opposizione, i grafici potranno accelerare su novità e cambiamenti, contando su un’AI che transiterà con più flessibilità e autenticità sugli schermi dei computer.
Il team content sperimenterà più libertà: i contenuti continueranno a moltiplicarsi, trend e meme non mancheranno, ma a contare sarà sempre di più la riconoscibilità.
Mentre automazioni e tecnologie influenzeranno positivamente il pianeta dei developer, per i buyer ci sarà un ritorno all’artigianalità e al rapporto umano.
Amore, lavoro, salute… e strategie di marketing: il 2026 premierà metodologie solide e curate che, in un mondo che cambia diventeranno un vantaggio.
La differenza la farà la capacità di usare ogni strumento e tecnologia disponibile — AI in primis — con responsabilità e rispetto. Non per sostituire le persone, ma per fare spazio a quello che conta davvero: le idee.