Adobe. Dal mattone crudo alla creatività digitale.

03 Settembre 2025

C’è una parola, una tra le tante sul web, a cui Wikipedia concede più di qualche pagina, per evitarne disambiguazioni.

Questo termine di origini antichissime, di cui non sveleremo subito l’identità, risponde sia alla descrizione letterale di “mattone di argilla o fango mescolato a paglia ed essiccato al sole”, che al naming iconico di uno tra i brand più importanti per il settore della creatività digitale.

Stiamo parlando di Adobe.

Mamma Adobe.

L’Amazzonia di Jeff Bezos, la mela di Steve Jobs e il mattone crudo di John Warnock a Charles Geschk.

Ma più che un mattone Adobe è una pietra miliare che da quarant’anni offre a professionisti, studenti e appassionati del mondo delle immagini un approccio integrato che permette di spaziare tra grafica, fotografia, illustrazione, animazione, video, stampa e progetti multimediali a 360°.

Con il primogenito Illustrator, l’egemonia di Photoshop e la Creative Cloud al completo, oggi Adobe è la patria di ogni creativo – professionista e non, madre di uno tra i software-as-a-service in abbonamento più usati al mondo.

Un computer desktop visualizza un progetto di design grafico potenziato dall'intelligenza artificiale con immagini colorate e la parola "IDEE". L'area di lavoro presenta note adesive, una tavoletta grafica, campioni di colore, una pianta e una tastiera su una scrivania di legno.

Do you rate “photoshoppare”?

Scotch, Bancomat e pure Post-It: sono prodotti, sono brand e negli anni sono anche diventate parole d’uso comune.

Un po’ come Photoshop, ormai nota radice della coniugazione io photoshoppo, tu photoshoppi, egli photoshoppa, che Treccani ha inserito per ben due volte tra i neologismi: la prima volta nel 2008, con l’anglo-italico “fotoshoppare” e poi nel 2018, nella versione più accurata e Adobecentrica “photoshoppare”, replicata anche da Aranzulla in un articolo dedicato ai rudimenti di questa nuova arte.

CTRL-mela-qualcosa…

Senza dubbio, quello che sappiamo oggi è che nei reparti creativi di ogni agenzia e studio, nelle aule studio delle università e dei master, nei coworking di tutti il mondo, tutti hanno un programma Adobe attivo nel proprio computer.

Modalità di utilizzo, organizzazione degli strumenti, “scorciatoie” – anche dette scelte rapide da tastiera – sono a discrezione del fruitore.

“Nomen omen” dunque, perché proprio come quel mattone in argilla, fango e paglia usato dai nostri avi, anche l’Adobe dei nostri giorni è plasmabile, modulabile, integrato e permette di concretizzare idee che prima potevano fare solo parte dell’immaginazione.

Come qualsiasi nostro progetto.

Scopri cosa possiamo fare per te, con Adobe o anche no.

Un razzo rosa e viola, alimentato dall'intelligenza artificiale, si lancia verso l'alto, lasciando dietro di sé una scia di cubi pixelati su uno sfondo giallo-arancio brillante.

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