Da festa d’importazione anglosassone, a pietra miliare di ogni piano editoriale di fine ottobre.
In Italia Halloween è la linea di demarcazione tra back to school e Natale, la notte dell’anno in cui tutto è mostruosamente possibile, con i più piccoli che se la giocano sul ricatto dolciario, mentre ai più grandi tocca lavorare di strategia e trasformare le paure in opportunità di business.
Nell’oscurità di zucche intagliate, pipistrelli in peluche e scheletri nell’armadio, Halloween non è altro che un’occasione in più per i brand di coinvolgere il pubblico.
Un esempio?
Quest’anno il signor Donald – non il pagliaccio, quell’altro… eheheh – ha lanciato il Frankenstein Burger Lab, una piattaforma interattiva che mette la community al centro e invita i fan a ideare le combinazioni di menu più “spaventose”.
Il progetto si integra a una campagna che integra digital, social e out of home per culminare in un evento esclusivo a Milano, in un godurioso concept cross-linkato tra Halloween e Frankenstein.
Cos’hanno in comune Telepass, Tic Tac, Heinz e il di cui sopra McDonald’s?
Che sono tutti progetti Halloween-oriented che dimostrano quanto questa festività abbia un notevole peso nell’universo marketing, che va oltre la sola data del 31 ottobre.
Halloween permette un cambio di tone of voice temporaneo e storytelling che veicolano la “paura” in chiave ironica tra etichette a tema, digital adv, prodotti limited edition, progetti speciali e soluzioni multichannel che stuzzicano la curiosità e spesso… anticipano il Black Friday.
Ebbene sì: anticipare strategicamente le attività del Black Friday, testandone linguaggi e modalità, è uno tra i motivi che portano i brand a comunicare ad Halloween.
Con un giro d’affari stimato in oltre 300 milioni di euro, Halloween è una piccola miniera d’oro – naturalmente nero – per brand che vogliono comunicare fuori dalle righe e farsi notare.
Il trucco però non è soltanto “fare un post a tema”, ma costruire uno storytelling coerente su tutti i canali, che permetta al brand di trasformarsi e dialogare con il pubblico in modo nuovo, proprio come indossasse un costume da strega, un travestimento da vampiro o le vibrisse da gatto nero.
Per chi lo desidera, Halloween è il momento in cui anche i brand più lontani dal linguaggio pop possono concedersi un cambio d’abito e diventare parte del dialogo collettivo.
L’engagement è potenzialmente alto e se ti affidi al team giusto, una strategia da paura potrebbe portarti a far paura agli altri brand.