Chi ha paura dello storytelling?

28 Ottobre 2025

Halloween e le strategie di marketing “da paura”.

Da festa d’importazione anglosassone, a pietra miliare di ogni piano editoriale di fine ottobre.

In Italia Halloween è la linea di demarcazione tra back to school e Natale, la notte dell’anno in cui tutto è mostruosamente possibile, con i più piccoli che se la giocano sul ricatto dolciario, mentre ai più grandi tocca lavorare di strategia e trasformare le paure in opportunità di business.

Trick or trend?

Nell’oscurità di zucche intagliate, pipistrelli in peluche e scheletri nell’armadio, Halloween non è altro che un’occasione in più per i brand di coinvolgere il pubblico.

Un esempio?

Quest’anno il signor Donald – non il pagliaccio, quell’altro… eheheh – ha lanciato il Frankenstein Burger Lab, una piattaforma interattiva che mette la community al centro e invita i fan a ideare le combinazioni di menu più “spaventose”.

Il progetto si integra a una campagna che integra digital, social e out of home per culminare in un evento esclusivo a Milano, in un godurioso concept cross-linkato tra Halloween e Frankenstein.

Un doppio cheeseburger con bacon, formaggio e panini rotondi si trova sotto una cupola di vetro con nebbia. Il "Frankenstein Burger" si trova sopra, con l'etichetta "McToast + Crispy McBacon", che evoca Archetipi di marca in un ambiente scuro e nuvoloso.

Mostri sotto al letto e adv ovunque.

Cos’hanno in comune Telepass, Tic Tac, Heinz e il di cui sopra McDonald’s?

Che sono tutti progetti Halloween-oriented che dimostrano quanto questa festività abbia un notevole peso nell’universo marketing, che va oltre la sola data del 31 ottobre.

Halloween permette un cambio di tone of voice temporaneo e storytelling che veicolano la “paura” in chiave ironica tra etichette a tema, digital adv, prodotti limited edition, progetti speciali e soluzioni multichannel che stuzzicano la curiosità e spesso… anticipano il Black Friday.

Ebbene sì: anticipare strategicamente le attività del Black Friday, testandone linguaggi e modalità, è uno tra i motivi che portano i brand a comunicare ad Halloween.

Una persona che indossa una maschera di Ghostface, un boa di piume rosa e delle cuffie a forma di orecchie di gatto è sdraiata su un letto e scrive su dei cuori di carta circondata da oggetti e biscotti di San Valentino rosa e neri: una scena giocosa di San Valentino ispirata agli archetipi di marca.

Il trucco c’è… e non si vede!

Con un giro d’affari stimato in oltre 300 milioni di euro, Halloween è una piccola miniera d’oro – naturalmente nero – per brand che vogliono comunicare fuori dalle righe e farsi notare.

Il trucco però non è soltanto “fare un post a tema”, ma costruire uno storytelling coerente su tutti i canali, che permetta al brand di trasformarsi e dialogare con il pubblico in modo nuovo, proprio come indossasse un costume da strega, un travestimento da vampiro o le vibrisse da gatto nero.

Per chi lo desidera, Halloween è il momento in cui anche i brand più lontani dal linguaggio pop possono concedersi un cambio d’abito e diventare parte del dialogo collettivo.

L’engagement è potenzialmente alto e se ti affidi al team giusto, una strategia da paura potrebbe portarti a far paura agli altri brand.

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