Da che mondo è mondo, più o meno dai fratelli Lumière in poi, l’industria della produzione video ha attraversato un’evoluzione straordinaria e irresistibile, in grado di ridefinire il panorama dell’intrattenimento globale.
Dal cinema muto all’avvento della tv, dai VHS ai reel, i video – e non importa essi siano cinema, spot, serie tv, pillole – sono uno strumento commerciale dinamico e coinvolgente, sempre più diversificato e accessibile.
E non solo per gli spettatori.
Cosa direbbe Alfred Hitchock se scoprisse che il mondo si è evoluto a tal punto da permettere a milioni di aspiranti videomaker di “giocare” con il proprio smartphone, tra videocamere, gimbal e treppiedi, per raggiungere fette di pubblico inimmaginabili… il tutto senza vendere un biglietto.
È uno tra i grandi privilegi che ci ha concesso internet – che Rita Levi Montalcini definì la più grande invenzione del ‘900 – democratizzare la società, appianare le differenze, permettere di abbattere le barriere e spostare l’attenzione dai numeri al botteghino ai KPI – non sai cosa sono? puoi scoprirlo qui.
C’era la donna semi nuda, c’era il crimine, c’era il jumpscare prima che si chiamasse jumpscare…
Fatto sta che con un budget relativamente modesto, Psycho di Alfred Hitchock incassò circa 50 milioni di dollari al botteghino, vendendo circa 70 milioni di biglietti a livello globale.
Inorridiranno gli appassionati della settima arte, ma viene spontaneo fare un paragone alquanto azzardato con Psy, autore di “Gangnam Style” il cui video musicale raggiunse un miliardo di visualizzazioni su YouTube in circa cinque mesi e fu vincitore di numerosi Guinness World Record – anche noi ne abbiamo vinto uno! Puoi scoprire come qui – tra i quali “Video più visto online”, “Video con più mi piace online” e “Primo video a raggiungere i due miliardi di visualizzazioni”.
Un potere virale che ha ridefinito inequivocabilmente il potenziale di monetizzazione attraverso le piattaforme digitali, elevando i social a nuova forma di intrattenimento globale.
Ma è solo entertainment? Assolutamente no.
Che i progressi tecnologici abbiano democratizzato l’accesso alla creazione e alla visualizzazione di contenuti non è una novità.
Curioso è il caso di YouTube, una tra le piattaforme più longeve, culla dei primi fenomeni del web – i Millenial non possono dimenticare Gemma del Sud o Spitty Cash – e oggi nuovo mezzo mainstream, guardato da sempre più persone attraverso la tv, dimostrando non solo che gli schermi televisivi continuano a essere parte delle abitudini di fruizione degli italiani, ma che stanno riacquistando valore per le nuove generazioni.
Che si tratti di intrattenimento, informazione e divulgazione, i format video sono sempre più apprezzati dal pubblico, va da sé che sono riusciti a imporsi anche come nuova risorsa per aziende e brand.
Instagram, TikTok e YouTube, ma anche canali extra come Digital Signage – ne abbiamo parlato qui, spot tv, in una parola i video, sono uno strumento di marketing e comunicazione efficacissimo.
Grazie alla loro capacità immersiva, catturano l’attenzione del pubblico, riuscendo a raccontare i valori di un brand, migliorare la brand awareness, costruire un’identità aziendale più solida e interagire più profondamente con il target.
Va da sé che affidarsi alla giusta squadra è fondamentale, perché se è vero che molti creators muniti di smartphone e videocamera riescono a monetizzare in pochi secondi, è anche vero che non è così semplice destreggiarsi nelle dinamiche del settore, soprattutto, senza una strategia multichannel affidabile e misurabile.
Se vuoi arricchire il tuo profilo con pillole per i social, se desideri presentarti con un video per una fiera, vuoi realizzare uno spot tv adattabile sui social, o sei curioso di capire come sfruttare il potere degli YouTube Shorts non ti resta che scriverci.
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