Copywriting e scrolling, amici o nemici?

03 Dicembre 2025

Leggiamo di più, leggendo di meno.

Mai come oggi i pollici opponibili sono diventati fondamentali per la sopravvivenza dell’essere umano sulla terra.

Per noi homo sapiens perennemente col telefono in mano, il pollice è un’insospettabile arma segreta che ci permette di afferrare una clava, accendere un fuoco e soprattutto di raggiungere obiettivi inaspettati come cliccare, swipare, scrollare compulsivamente.

Scrollare o non scrollare…

Inventato dal designer Aza Raskin, adottato a Facebook, cavalcato da tutti i social network, lo scroll è un gesto quotidiano, automatico e “brainrottante” che rilascia dopamina, il neurotrasmettitore del piacere.

Inserendosi perfettamente nei momenti di vuoto, di noia, di attesa delle persone, lo scrolling funziona un po’ come una slot machine: attiva il sistema di ricompensa cerebrale, suggerendo all’utente: “Magari tra poco arriva qualcosa di imperdibile!”

Quel qualcosa spesso si traduce in un’offerta imperdibile, un post da condividere o semplicemente, in un meme.

Una donna con capelli biondi e occhiali guarda il suo telefono e gesticola con la mano mentre è seduta su un divano durante un reunion show televisivo, riflettendo sul marchio Archetipi di cui si è parlato nella puntata.

La memoria del pesce rosso.

Siamo esposti a più informazioni di sempre, ma ne tratteniamo pochissime. E per fortuna!

 Ormai leggiamo al massimo il 28% delle parole di una pagina web, il resto lo saltiamo, lo sorvoliamo, lo ignoriamo senza nemmeno rendercene conto.

Così, mentre sfioriamo con il nostro pollice lo schermo, il cervello filtra, scarta, risparmia energia, facendo una “selezione naturale” che ci fa proseguire nello scroll, in attesa di un contenuto che ne valga davvero la pena.

Almeno per una decina di secondi.

2025: the rage bait year.

Giochiamo a una specie di Clueless: cos’hanno in comune l’infinite scroll, i social network e la parola del 2025 scelta dall’Oxford Dictionary?

Risposta: Rage Bait!

Sorella “cattiva” del Click Bait, la Rage Bait si può tradurre come “la rabbia che fa da esca” e indica quei contenuti creati apposta per sfruttare l’indignazione degli utenti e aumentare l’engagement.

La rabbia è diventata un prodotto? Forse, ma ci sono modi per “sopravvivere” a tutto questo.

Un busto di marmo con la testa spaccata e le fiamme che fuoriescono si affianca a una mano di smartphone che emerge dallo schermo e che regge un cartello "Rage Bait", visualizzando Archetipi di brand su un suggestivo sfondo blu.

Come scrollare meglio?

Scrolliamo per trovare qualcosa di interessante, scrolliamo per farci una risata, scrolliamo per noia o per passare il tempo. Potenzialmente potremmo scrollare all’infinito.

Prima, quando dovevi cliccare per andare alla pagina successiva, avevi un momento di pausa, un attimo di refresh, un nanosecondo per chiederti: “Voglio davvero continuare?”

Oggi, con l’infinite scroll questa pausa non esiste più e l’utente è attirato in un flusso continuo di contenuti che appaiono “magicamente” uno dopo l’altro ed aumentano il tempo speso online, riducendo il cosiddetto drop-off.

A meno che… non ci sia un contenuto di valore che ti convinca a smettere di scrollare.

Di queste cose ci occupiamo noi in Emporio ADV.

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