Telefonare a una qualunque assistenza clienti può essere davvero snervante.
Minuti di attesa aspettando la voce di un operatore che se va bene sarà gentile, se va molto bene, non ti rimbalzerà di reparto in reparto.
Deporre le armi, in questi momenti, sembra l’unica cosa da fare.
Oppure no?
In un mondo che non si ferma mai, l’AI dei customer service si fa notare per efficienza.
Intuirne il motivo è facile: l’intelligenza artificiale è sempre operativa, risponde in tempi brevissimi e la sua memoria è sovraumana.
Un esempio? Un operatore umano, per quanto intraprendente, potrebbe non ricordare nome, necessità, né quali sono le modalità migliori – il così detto tono di voce – per interfacciarsi con l’utente.
Mentre l’AI, grazie alla sua capacità mnemonica e di apprendimento, fa percepire all’utente di essere seguito con continuità e attenzione, come se si trovasse davanti a un consulente dedicato.
Se sei qui, stai leggendo questo articolo e non sei un robot lo sai: i tool basati su intelligenza artificiale possono davvero semplificare la quotidianità delle persone.
Nell’ambito del customer service, ad esempio, l’AI eccelle in quanto a capacità di ascolto, perché riesce a imparare dai comportamenti dell’utente, migliorando le “proprie” prestazioni e la soddisfazione del cliente.
Rispondendo a richieste ripetitive e semplici – come il classico cambio password o il tracking della spedizione – l’AI permette agli operatori di concentrarsi su problemi complessi che richiedono empatia, giudizio, umanità.
Midjourney per chi lavora per immagini, Claude per chi predilige la parola scritta, Replika se si ha bisogno di risposte empatiche, Supermeme per appassionati di meme e di pulcini.
Abbiamo dunque capito che, come in una cassetta per gli attrezzi virtuale, c’è un tool per ogni cosa e un’intelligenza artificiale per ogni esigenza.
In azienda, l’intelligenza artificiale è un alleato strategico che ottimizza i processi, potenzia il marketing e migliora l’esperienza del cliente, accelerando le decisioni e riducendo le inefficienze in un’ottica di sostenibilità.
Stiamo parlando con te: sappiamo che usi l’AI per imparare a coltivare pomodori idroponici, per trascrivere conversazioni importanti e pure per capire se il lavoro che hai commissionato è fatto bene.
Però… c’è un però, ricordati che prima dell’elezione dell’AI a dipendente dell’anno, questo strumento va capito, indirizzato, “educato” a lavorare nel modo giusto, a seconda delle necessità.
Solo così potrà diventare l’assistente super efficiente che non vediamo l’ora di farti conoscere, per migliorare la tua customer experience… o altro.
Dacci un brief, valuteremo i prompt.