Datemi una H! Datemi una A!

22 Maggio 2024

Datemi una H! Datemi una A!

In un mondo di assemblee, meeting, raduni… tu sii Hackathon.

Keep calm & call Hackathon.

L’Hackathon come termine, così come tipologia di formula, è stato coniato nel 1999 ed è attribuito agli sviluppatori del sistema operativo OpenBSD.

Anche conosciuto come Hackday o Hackfest, il nome Hackathon è una crasi dei due vocaboli “hack” e “marathon”, dove l’hacking è inteso come opportunità di risolvere problemi tecnici in maniera insolita, mentre la parola marathon si riferisce al lavoro di programmazione, che può rivelarsi lungo ed estenuante al pari di una gara di resistenza.

Facilmente traducibile in “maratona di pirati informatici”, sin da subito l’Hackathon si è rivelato un format d’esportazione di successo, utile a rispondere a questioni dei più svariati settori, dal sociale all’assicurativo, dal culturale all’enogastronomico, passando per il marketing e naturalmente l’informatica.

Per farla breve, quando c’è un problema da risolvere, Hackathon può essere la soluzione più rapida, innovativa e creativa.

Parola di CEO.

Per capire quanto un Hackathon possa risultare significativo nel problem solving di un’azienda, ci possono essere utili le parole di Jon Oringer, CEO di Shutterstock.

Nella rubrica Corner Office del NY Times, Origner dichiarò:

Abbiamo degli hackathon, che sono piuttosto divertenti. Molte persone ne sono davvero entusiaste e possono costruire qualunque cosa vogliano per l’azienda: potrebbe essere folle, pratico, qualunque cosa. In realtà finiamo per implementare molte di queste cose durante tutto l’anno. Spinge molto a pensare. È davvero sorprendente quello che le persone riescono a fare in 24 ore. A volte parliamo di una nuova funzionalità del prodotto e possono essere necessari tre mesi per realizzarla. Poi qualcuno lo prototiperà dall’oggi al domani.

 

In estrema sintesi: divertimento, pensiero, tempo.

Ecco cos’è Hackathon.

La maratona della mente.

Ogni Hackathon viene realizzato con l’obiettivo di rispondere a una certa necessità o assolvere a un determinato problema.

Per quanto riguarda i partecipanti, è fondamentale che ognuno a proprio modo, sia pronto a mettere in mostra i muscoli del pensiero, collaborando con persone dalle modalità di ragionamento e background professionali differenti, in un certo limite di tempo.

Cosa però non del tutto conosciuta è che Hackathon è anche un’ottima occasione per creare opportunità e networking, estendere le proprie conoscenze, mettere alla prova le proprie competenze, stringere relazioni con nuovi collaboratori e partner.

O per qualcuno… Scoprire in anteprima la propria vita lavorativa.

Agenzia di connessioni.

Se sei qui perché conosci Emporio ADV, se non di fatto, almeno di nome.

Ci piace definirci un hub creativo e strategico, ma per i più tradizionalisti possiamo essere descritti come un’agenzia di comunicazione tanto solida quanto non convenzionale, che in oltre 25 anni di attività è riuscita a raccontare tutto un territorio. E oltre.

Esperti nel comunicare aziende, brand, persone, non potevamo esimerci dal realizzare un nostro personalissimo e brandizzatissimo Hackathon, creando nuove e inaspettate connessioni tra imprese, professionisti e studenti.

Non chiamatelo Hackathon.

È stato il primo. E non sarà l’ultimo.

L’abbiamo voluto chiamare HAckatoo, rigorosamente con la seconda “a” maiuscola, per omaggiare la “a” di advertising, oltre che a quella di Emporio ADV.

Un urlo di battaglia colorato e ironico, ispirato e ispirante.

Un “Bangarang” diretto agli studenti del Master in Digital Marketing dell’Università di Udine, con l’obiettivo di coinvolgerli in un progetto tutto nuovo, mai visto prima, dando loro un’anteprima, anche in termini di deadline, brief e pitch, di quello che è il mondo del lavoro.

Un’occasione tutta da vincere!

Mettersi alla prova, rafforzare le proprie skill, confrontarsi con gli altri e con un pubblico di giurati, tra docenti, tutor e un main sponsor a sorpresa.

HAckatoo è stato tutto questo e anche di più.

Un evento sfidante per tutti i partecipanti, ma anche un’occasione per accendere i riflettori sulla necessità del territorio di lasciarsi ispirare e “contaminare” da aziende innovative, che non hanno paura di unire le forze e condividere spazi, idee e persone e lasciare, sempre, la propria personalissima impronta.