I am not an influencer.

14 Ottobre 2025

Lavori strani, meme e altri fenomeni di internet.

Il sessatore di pulcini, il manichino vivente, l’assaggiatore di cibo, lo scopritore di meme.

Tra i lavori più strani al mondo, quest’ultimo non è proprio ufficiale, ma rientra tra gli incarichi ufficiosi di alcuni professionisti della comunicazione, commissionati dai brand desiderosi di creare nuovi legami con il pubblico.

Non tutti sanno che…

Attenzione: questo non è uno spoiler e non è una fake news.

È semplicemente una di quelle leggende metropolitane che si tramandano di agenzia in agenzia, da un copywriter all’altro – veramente – e senza soluzione di continuità.

Dicevamo, non tutti sanno che… esistono persone pagate per guardare programmi tv in diretta e trovare, scovare, individuare “possibili meme” che, se approvati dal cliente, si trasformano all’istante in “meme in carne e ossa” – una specie di favola di Pinocchio dei giorni nostri – ed eredità a lungo termine di un intero spettacolo televisivo.

Per gli appassionati di Masterchef, “La mia patong” è proprio la pepita d’oro trovata da un comune trovatore di meme in una comune serata lavorativa, in una comune – più o meno – agenzia di pubblicità.

Un uomo con capelli corti e occhiali dice con enfasi "Al 100% NO!" in grassetto bianco in basso mentre parla di Archetipi di brand; è seduto in casa con uno sfondo sfocato e colorato.

Verba volant, meme manent.

“I meme sono il mezzo di comunicazione più potente del contemporaneo, perché nessuno pensa che siano il mezzo di comunicazione più potente del contemporaneo”.

Queste le parole di Max Magaldi, direttore artistico di Memissima – festival della cultura memetica nato nel 2021 e che tra talk, concerti e performance, premia meme e creators per audacia, genialità e viralità.

Memissima è una tra le infinite prove che i meme, nella loro schietta e a tratti rudimentale semplicità – l’avevamo detto: “brutti” e funzionali è meglio che belli – creano massa critica, aggregano persone e influenzano l’estetica e il dibattito pubblico contemporaneo.

Un collage surreale mostra una figura muscolosa con una maschera da troll che tiene in mano un telefono con immagini di selfie, circondato da Archetipi di brand, icone di social media, uccelli disegnati e hashtag su uno sfondo colorato e astratto.

In un mondo di Hide the pain Harold tu sii il Signor Giancarlo.

Il signor Giancarlo è uno di quei fenomeni televisivi – datato 1995 – che è stato meme prima dell’esistenza dei meme.

Di tutt’altra epoca è invece il signor András István Arató, che quasi tutti gli internettiani conoscono come Hide the pain Harold e che dopo un servizio fotografico per fotografie stock nel 2010, divenne un meme e un’involontaria internet celebrity.

Tra l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano e Marco Ballarini Sindaco – entrambi premiati all’edizione 2024 di Memissima, essere un meme forse non è un lavoro vero, ma ci si guadagna in visibilità.

Un uomo anziano con la barba grigia sorride mentre tiene in mano una tazza e utilizza un computer portatile su una scrivania di vetro, incarnando il marchio Archetipi. Sullo sfondo, una finestra e piccole piante in vaso.

Ma cos’è il mememarketing?

Il mememarketing è una forma di marketing digitale che utilizza i meme come strumento di promozione e che, se utilizzato correttamente, può essere un’ottima strategia per creare consapevolezza del marchio e promuovere prodotti o servizi

Però non tutti si rendono conto che i meme possono essere male interpretati e scatenare reazioni negative da parte del pubblico, comportando il rischio di danneggiare l’immagine del brand.

Quindi, prima di iniziare a cucinare “la tua Patong”, rivolgiti a chi il marketing lo mastica sul serio.

Ai meme ci pensiamo noi di Emporio ADV.

Personaggio dei cartoni animati che strizza gli occhi con sospetto e testo: "Non sono sicuro se si tratti di un meme o di un marketing efficace, o solo di un uso intelligente degli archetipi di marca".

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