Non serve essere grandi sportivi, per sapere che Parigi sta ospitando la trentatreesima edizione delle Olimpiadi estive.
Con inizio il 26 luglio e fine l’11 di agosto, i Jeux de la XXXIIIe Olympiade sono il tormentone estivo di cui non possiamo proprio fare a meno, il “prezzemolino” di siti di informazione e piattaforme di intrattenimento, di telegiornali come di social network, ma anche podcast, programmi radio e tv.
A chi è reduce delle ferie, a chi deve ancora partire, Google propone una sfida a tema Olimpiadi, ma che con l’adrenalina dello sport ha poco a che fare…
A meno che cliccare pulsanti non sia considerato tale.
Tutto ha inizio da un click sul nuovo doodle: porta di ingresso per una Parigi in miniatura, nei colori Google e con tanto di sottofondo musicale in stile Café de Paris.
In un turbinio di dettagli illustrati e interattivi, un Dov’è Wally digitale propone la ricerca di almeno 20 personaggi e oggetti di tendenza su sport olimpici, icone parigine e momenti della storia dei Giochi.
Il break che ci voleva, in queste calde giornate d’agenzia.
Volteggio, corpo libero, trave, parallele e quel Biles II che arriva a sorpresa, spesso noto come “al cliente è piaciuto il concept”.
I creativi sono le “fate” d’agenzia, per usare un eufemismo non poco criticato.
Piroettare con l’immaginazione, lanciarsi in voli pindarici, saltare sui brief e ritrovare l’equilibrio tra i rework, destreggiarsi tra visual, payoff, loghi, salire sul podio del concept di comunicazione.
Un team vincente, guidato da una vision, ispirato da una mission e le cui idee valgono oro.
C’è chi lo chiama sport multidisciplinare individuale, ma la terminologia esatta dovrebbe indicarlo come “accounting”.
Immergersi nel fiume delle strategie di marketing, pedalare per accaparrarsi la fiducia dei prospect e concludere il tutto con una corsa a perdifiato verso la soddisfazione del cliente, la propria e di tutta l’agenzia.
Essere account è più che essere atleti, è roba da Ironman.
O per lo meno da Spartan Race.
Abilmente nascosta dalla sua “maschera” Meta for Business, è agilissima sui social, anche con più di uno smartphone in mano.
La sua specialità è colpire in contemporanea su diversi canali, individuare il bersaglio AKA utente AKA influencer-del-momento, “sciabolare” sponsorizzate e darci dentro con l’affondo verso like, impression e condivisioni.
Il suo sport sarà anche la scherma, ma la sua passione è lo schermo.
Il buyer si inabissa per contendersi il servizio migliore, sollecitare gli acquisti, competere sul prezzo.
Una volta emerso dalle acque più profonde, ne esce con medaglie dal cuore di ferro della Tour Eiffel, il poster ufficiale disegnato da Ugo Gattoni e pure le mascotte Phryge Olimpica e Phryge Paralimpica.
Completamente spalleggiato dagli account, riceve anche tutto il tifo possibile immaginabile del reparto amministrazione.
Ma non fategli domande sul perché delle sue scelte…
Avete voluto la sostenibilità? Ora vi beccate i letti di cartone.