I Giochi della XXXIII Olimpiade in agenzia.

02 Agosto 2024

Parigi 2024, spostati.

Non serve essere grandi sportivi, per sapere che Parigi sta ospitando la trentatreesima edizione delle Olimpiadi estive.

Con inizio il 26 luglio e fine l’11 di agosto, i Jeux de la XXXIIIe Olympiade sono il tormentone estivo di cui non possiamo proprio fare a meno, il “prezzemolino” di siti di informazione e piattaforme di intrattenimento, di telegiornali come di social network, ma anche podcast, programmi radio e tv.

E Google?

A chi è reduce delle ferie, a chi deve ancora partire, Google propone una sfida a tema Olimpiadi, ma che con l’adrenalina dello sport ha poco a che fare…

A meno che cliccare pulsanti non sia considerato tale.

Tutto ha inizio da un click sul nuovo doodle: porta di ingresso per una Parigi in miniatura, nei colori Google e con tanto di sottofondo musicale in stile Café de Paris.

In un turbinio di dettagli illustrati e interattivi, un Dov’è Wally digitale propone la ricerca di almeno 20 personaggi e oggetti di tendenza su sport olimpici, icone parigine e momenti della storia dei Giochi.

Il break che ci voleva, in queste calde giornate d’agenzia.

Una mappa illustrata colorata e dettagliata che raffigura un vivace paesaggio urbano con importanti punti di riferimento come la Torre Eiffel. La scena è animata da numerose minuscole figure impegnate in varie attività tra edifici, giardini e fontane. Il lato sinistro mostra l'elenco degli eventi.

I volteggi dei creativi.

Volteggio, corpo libero, trave, parallele e quel Biles II che arriva a sorpresa, spesso noto come “al cliente è piaciuto il concept”.

I creativi sono le “fate” d’agenzia, per usare un eufemismo non poco criticato.

Piroettare con l’immaginazione, lanciarsi in voli pindarici, saltare sui brief e ritrovare l’equilibrio tra i rework, destreggiarsi tra visual, payoff, loghi, salire sul podio del concept di comunicazione.

Un team vincente, guidato da una vision, ispirato da una mission e le cui idee valgono oro.

Una ginnasta con un body scintillante esegue un salto diviso a mezz'aria. Le braccia e le gambe dell'atleta sono tese, mostrando forza e flessibilità. Lo sfondo sfocato mostra il pubblico in un grande stadio poco illuminato.

Per gli account è triathlon tutti i giorni.

C’è chi lo chiama sport multidisciplinare individuale, ma la terminologia esatta dovrebbe indicarlo come “accounting”.

Immergersi nel fiume delle strategie di marketing, pedalare per accaparrarsi la fiducia dei prospect e concludere il tutto con una corsa a perdifiato verso la soddisfazione del cliente, la propria e di tutta l’agenzia.

Essere account è più che essere atleti, è roba da Ironman.

O per lo meno da Spartan Race.

Gli individui strisciano nel fango a terra sotto un recinto di filo spinato come parte di una sfida su un percorso a ostacoli. I loro vestiti e i loro corpi sono pesantemente ricoperti di fango, a indicare la difficoltà del compito. Sembra che stiano facendo uno sforzo significativo.

SMM: campione di spunte blu.

Abilmente nascosta dalla sua “maschera” Meta for Business, è agilissima sui social, anche con più di uno smartphone in mano.

La sua specialità è colpire in contemporanea su diversi canali, individuare il bersaglio AKA utente AKA influencer-del-momento, “sciabolare” sponsorizzate e darci dentro con l’affondo verso like, impression e condivisioni.

Il suo sport sarà anche la scherma, ma la sua passione è lo schermo.

Due schermidori in azione su sfondo nero, entrambi con indumenti protettivi e caschi bianchi. Lo schermidore a sinistra si lancia in avanti con la spada, mentre lo schermitore a destra si inarca all'indietro e si difende con la propria spada.

L’apnea dell’ufficio acquisti.

Il buyer si inabissa per contendersi il servizio migliore, sollecitare gli acquisti, competere sul prezzo.

Una volta emerso dalle acque più profonde, ne esce con medaglie dal cuore di ferro della Tour Eiffel, il poster ufficiale disegnato da Ugo Gattoni e pure le mascotte Phryge Olimpica e Phryge Paralimpica.

Completamente spalleggiato dagli account, riceve anche tutto il tifo possibile immaginabile del reparto amministrazione.

Ma non fategli domande sul perché delle sue scelte…

Avete voluto la sostenibilità? Ora vi beccate i letti di cartone.

Un subacqueo con una muta nera e occhiali protettivi è sott'acqua, con in mano una corda verticale. Il loro braccio sinistro è teso verso l'alto, afferrando la corda, mentre il loro corpo rimane immerso nell'acqua blu intenso. La luce solare filtra attraverso la superficie dell'acqua sovrastante.

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