Make love not dazi.

18 Aprile 2025

Piccolo excursus tra prezzi che vanno e abitudini che restano.

C’è chi dice che il 2025 sia l’anno perfetto.

Infatti, 2025 = 45² è rappresentato dal quadrato della somma di tutte le cifre del sistema numerico decimale (0 + 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9)² = 2025 e indica anche la somma dei cubi di tutte le cifre del sistema numerico decimale (0³ + 1³ + 2³ + 3³ + 4³ + 5³ + 6³ + 7³ + 8³ + 9³) = 2025.

È un “anno quadrato perfetto”, matematicamente parlando. Un po’ meno perfetto se, in questa serie di numeri, ci mettiamo dentro quelli della Borsa Italiana.

Vita, ma quanto mi costi?

Non serve scomodare Piazza Affari per rendersi conto di quanto inflazione, cambiamento climatico e tensioni internazionali stiano influendo negativamente umori – e portafogli – degli italiani.

Se gli ultimi dati Istat hanno evidenziato aumenti a due cifre su materie prime di largo consumo come burro, caffè, cacao – e chi si è cimentato nell’acquisto di un uovo di Pasqua lo sa molto bene – non si può dire che il settore vitivinicolo abbia dormito sogni tranquilli.

E no, non è tutta colpa di Trump.

Una persona con i capelli biondi ondulati, lunghi fino alle spalle e uno zaino in spalla è in piedi nel corridoio di un supermercato, di fronte agli scaffali pieni di vari tipi di pasta e cibi confezionati.

Il 2025 del vino.

Non sono “solo” le nuove sfide geopolitiche e commerciali globali, la causa del nuovo reindirizzamento strategico del settore vitivinicolo.

Senza contare il nuovo codice della strada, sono il boom di richieste di vini a basso contenuto alcolico, l’impatto del cambiamento climatico e la tendenza alla “premiumizzazione” le sfide che hanno anticipato la 57ª edizione del salone internazionale del vino e dei distillati.

Vetrina d’eccellenza per il vino italiano nel mondo, il “Vinitaly dei dazi” – così è stato rinominato – quest’anno si è distinto per i numeri e la qualità dell’offerta, oltre che per la capacità di ascoltare e fotografare il settore, accogliendo i nuovi trend e reinventandosi, per la gioia degli oltre 97.000 visitatori.

Tra le novità: l’Emilia Romagna con il ristorante “…al Massimo” di Chef Massimo Bottura, lo speed tasting del Consorzio Tutela Lambrusco e il total makeover esperienziale del Friuli Venezia Giulia.

Tu chiamale se vuoi connessioni…

Mai come quest’anno, il Friuli Venezia Giulia è riuscito nell’intento di attingere alle proprie radici, per raccontarsi ben oltre il “semplice” vino, attraverso un nuovo concept ispirato ai colori della terra e ai filari delle vigne, in un legame simbiotico tra vini, prodotti enogastronomici ed esperienze.

Attraverso i 1.500 metri quadrati di padiglione, hanno trovato spazio 80 aziende vitivinicole regionali selezionate e oltre 5.700 bottiglie in degustazione, 58 aziende con stand autonomi e 6 realtà vitivinicole dedicate al biologico.

Vuoi saperne di più sul progetto “Connessioni d’eccellenza” che abbiamo condiviso con Visual Display e PromoTurismoFVG?

Non ti resta che contattarci, sfidiamo anche i dazi.

Persone che camminano vicino a un edificio con grandi immagini di vigneti e montagne. La scritta sull'edificio recita "Io sono Friuli Venezia Giulia Connessioni d'eccellenza". Una bandiera viola sventola nelle vicinanze.

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