Master of… Upskilling.

10 Maggio 2024

Master of… Upskilling.

Quante volte nella vita ci siamo trovati davanti alla frase: “Non si può sapere tutto”.

Un’espressione assolutamente attuale e che ha alle spalle circa duemila anni di storia e un “padre” di tutto rispetto.

Conosciuto ai più con il nome di Orazio, il poeta latino fu autore di locuzioni celebri più di slogan pubblicitari, tra i quali Carpe Diem, Aurea Mediocritas e Scire nefas est omnia. Non è dato conoscere tutto, appunto.

Una specie di TikTok.

Istituzione risalente al 2000 A.C secondo l’enciclopedia libera Wikipedia, il termine scuola deriva dal greco antico scholé, poi evolutosi nel latino schola.

Interessante è il suo significato originale, perché se ai giorni nostri la scuola ha un’accezione e una reputazione non del tutto felice, in tempi antichi la stessa parola era invece sinonimo di “ozio, riposo, agio”.

A riguardo Treccani scrive: “in origine significava tempo libero, piacevole uso delle proprie disposizioni intellettuali, indipendentemente da ogni bisogno o scopo pratico…”

E in poche frasi ho già citato due tra le scuole libere più usate e abusate del www.

Naturalmente oltre ai social network.

Un diploma tira l’altro.

Che sia una laurea alla Nothing University di Cadbury, un attestato di partecipazione ad HAckatoo oppure a un corso sulla sicurezza, l’essere umano passa la vita ad accrescere le proprie conoscenze.

Ampliare le proprie skills, downloadare nozioni, assimilare informazioni più o meno utili all’evoluzione umana è di fatto una prerogativa dei nostri tempi, in cui l’apprendimento ha però preso le distanze dal blasonatissimo “stare sui libri”.

E di certo non solo per merito di computer, smartphone e tablet.

Ma anche a causa della pandemia.

L’effetto della pandemia sulla formazione.

Senza voler creare falsi storici, il Covid 19 è stato un evento storico che ha sparigliato le regole della società occidentale, inoculato dubbi, appannato le certezze.

C’è chi ha perso il lavoro, chi persone care, chi l’ha presa come un’occasione per cambiare vita. Molti, se non tutti, hanno contribuito all’incremento delle vendite dei beni di prima necessità.

Ma nei carrelli pieni di lievito per pizza e carta igienica, tra un progetto in smart working e una DAD, hanno trovato spazio anche i corsi di formazione online.

O “come si suol dire”: e-learning.

Impara l’arte e mettila in azienda.

Secondo una ricerca condotta da AstraRicerche, tra novembre 2020 e gennaio 2021, i manager italiani del settore terziario si sono occupati in modo molto significativo della formazione, sia la propria che quella dei dipendenti.

Se si considera il contesto delicato vissuto dalle aziende in periodo pandemico, risulta quasi sorprendente la necessità di suddette imprese di rafforzare le soft skill dei lavoratori, con l’obiettivo di rispondere nel migliore dei modi alla crisi.

Competenze tecnologiche, capacità di time management, leadership, creatività, problem solving, sono solo alcune delle tematiche che hanno ri-portato sui banchi di scuola il mondo del lavoro.

I Learnn, you Learnn…

In un’epoca in cui on demand si può ottenere quasi tutto, la formazione online è diventata una questione molto seria e che si gioca per lo più su piattaforme specializzate.

Domestika per la creatività, Acadèmia TV per la cucina, rispondono perfettamente alla richiesta di digitalizzazione ed accessibilità in ambito formativo.

Di questo “pianeta” fa parte anche Learnn.

Con un abbonamento unico è possibile aggiornarsi, sviluppare competenze e crescere professionalmente in poco tempo, comodamente seduti in poltrona, durante la pausa pranzo o in orario di lavoro, a seconda dei casi.

Perché se per Orazio “Non si può sapere tutto” e Socrate “Sapeva di non sapere”, almeno noi abbiamo il vantaggio di poter imparare con un click.

O quasi.