Passata la festa, gabbato Sanremo.

22 Febbraio 2024

Passata la festa, gabbato Sanremo.

Dopo prime pagine e prime (lunghissime) serate, la kermesse canora più prestigiosa d’Italia ha chiuso battenti e sipario, lasciando dietro di sé un lungo vociare di critiche, la maggior parte non musicali.

Appuntamento annuale in quattro atti, Sanremo ha appena compiuto 74 anni e se li porta decisamente alla Gianni Morandi.

Tradotto: benissimo.

Perché $anremo è $anremo!

Per tutti: Sanremo.

Per i pubblicitari: Super Bowl italiano.

Il confronto con la finale della NFL deriva dal fatto che, dopo anni di inappetibilità per i brand, oggi il Festival è il più grande evento televisivo dell’anno in termini di investimenti pubblicitari.

La svolta, recentissima, risale al 2020.

L’anno d’esordio di Amadeus coincide con quello di attuazione di un nuovo modello di comunicazione da parte di Rai Pubblicità, con il lancio di nuovi piani personalizzati, pacchetti semplici, collaborazioni strutturate e la creazione del progetto Tra Palco e Città, per valorizzare il territorio sanremese e creare un maggiore coinvolgimento col pubblico.

Fuori e dentro l’Ariston, dentro e fuori la tv.

Questione di share…

Dati alla mano, l’Edizione 2024 di Sanremo è stata un successo non solo per Angelina, con una finale seguita su Rai 1 da una media di 14 milioni 301 mila telespettatori, per il 74.1% di share.

Tale primato, in un diversissimo contesto, era stato superato nel 1995 da Pippo Baudo in un’edizione sanremese che lo consacrò conduttore oltre che eroe nazionale.

Accompagnato da due “veline” firmate Mamma Rai, rigorosamente una bionda e una mora, Pippo registrò uno share del 75.2%.

Ma per l’appunto, era il ’95. Non c’erano Spotify o spoiler, né share se non quello televisivo. Ma con una manciata di vecchie Lire, tra un Sanremo e l’altro, ci si poteva procurare la Playstation.

Una donna in abito nero e verde tiene in mano un trofeo di palma dorata mentre sorride. È in piedi su un palco con uno sfondo scuro e illuminato. Indossa lunghi guanti neri e diversi gioielli.

SI AMA.

I cantanti sul palco, gli spettatori sul divano, i brand ovunque.

Perché sul piano commerciale, quest’anno Sanremo ha superato sé stesso, portando a casa ben 10 milioni in più rispetto al precedente primato dell’Edizione 2023.

Tra collegamenti esterni, navi, balconcini e palchi aggiuntivi, l’hype da competizione di cantanti e spettatori ha duettato perfettamente con la FOMO – fear of missing out di sponsor e partner, in un Festival che tra bla bla e imbarazzanti “qua qua”, è sempre kermesse musicale ma anche e soprattutto un grande momento di entertainment.

Da fenomeno culturale a “fenomeno social” dunque, almeno secondo la suite di influencer marketing FLU Plus.

Sanremo si rivela come aggregatore sociale e generazionale amatissimo dalla Gen Z, che ha riunito intere famiglie grazie alla varietà di cantanti in gara, coinvolto anche i non-spettatori con il Fantasanremo, sbloccato i ricordi ai Millenial grazie a Gigi Dag, riportato sul palco i Jalisse e dato ampio spazio alla creatività con meme davvero da competizione.

È il caso di dirlo, sono stati quattro giorni intensi, soprattutto per i fan di Geolier e gli stilisti dei Ricchi e Poveri. Ora possiamo rilassarci su Netflix.

Almeno fino alla finale di Masterchef!

Quattro persone sono su un palco ben illuminato. Due uomini al centro sono avvolti insieme in un fiocco rosso sovradimensionato. Un uomo a sinistra sta in piedi con in mano un microfono, mentre l'uomo a destra legge da una carta.