Perchè Sanremo è Sanremo! Ma Instagram di più…

08 Maggio 2023

Di anno in anno, di santo in santo, Sanremo più che una manifestazione canora, è un calderone di musica e polemiche.

E visto che le tradizioni vanno rispettate, anche in questo 73° festival, il gossip quasi più delle canzoni, non è mancato.

E parliamo dell’allergia ai pollini di Blanco, dei baci arcobaleno tinti di Rosa Chemical, degli outfit ribelli da milioni di euro made in Ferragni e poi di un’autentica genesi da prima serata: la creazione in diretta del profilo IG di Amadeus.

A simple, fun & creative way to capture, edit & share photos.

Dalle parole instant camera e telegram (non l’app Telegram, la cui nascita avverrà 3 anni dopo), Instagram è un’app per la condivisione di immagini dallo stile che, almeno all’origine, richiamava quello delle vecchie Polaroid.

Inizialmente caratterizzato da funzionalità che oggi non potremmo che definire “ridotte”, Instagram e le sue foto si sono presto trasformati in un must per ogni possessore di smartphone, solleticato anche dai costanti aggiornamenti dell’app.

Dopo l’integrazione di nuovi filtri, hashtag, stories, video, DM e l’acquisto da parte dell’autore e owner del social network “gratuito e lo sarà sempre” (oggi noto come “facile e veloce”), è arrivata anche su Instagram la pubblicità.

Io profilo, tu profili, egli profila.

In un mondo in cui le cassette della posta sono tutte coperte da frasi perentorie contro volantini, flyer, brochure e materiale pubblicitario, farsi scappare un #adv sui social è pressoché impossibile.

Le inserzioni, adeguatamente profilate su necessità, età e gusti del target, sono diventate parte delle nostre vite e dei nostri swipe up.

L’acquisto compulsivo, una volta relegato a chewing-gum, caramelle e cioccolatini attorno alle casse del supermercato, oggi è uno stile di vita.

Ma cosa succede quando, i social diventano un lavoro o parte di esso?

Il mestiere dei social.

Cani, gatti, nonne, zii, attori famosi, modelli emergenti, persino le Noci di Prosciutto al Pepe di Autogrill hanno una pagina social a loro nome.

E qui, almeno per professionisti, brand e aziende, entrano in gioco i Social Media Manager.

Creatori digitali di professione, i SMM hanno un ruolo che assomiglia molto a quello di Christof (AKA Ed Harris) in The Truman Show: controllano l’esistenza di account aziendali e professionali, gestendone i contenuti dalla loro creazione alla messa online.

Tra post organici e sponsorizzati, PED, Google ADS e simili, la scrivania dei Social Media Manager è tutta a portata di smartphone.

Social di nome, Network di fatto.

Se in un’ipotetica realtà virtuale, disegnassimo un avatar per ogni social, verrebbe fuori il ritratto di una tipica famiglia italiana.

In ordine ci sono: il boomer che si crede giovane Facebook, il millenial che sorride ma è infelice Instagram, il Gen Z che odia i pranzi della domenica TikTok e poi il cugino di terzo grado workaholic LinkedIn, lo zio generoso Whatsapp, la cugina appassionata di “fai da te” YouTube e il suo moroso, di cui nessuno aveva mai sentito parlare prima, Telegram. Sul trespolo, a cinguettare in solitaria, il simpatico Twitter.

Sempre invitato alle riunioni di famiglia e l’unico capace di capire le dinamiche tra parenti, il prete del paese, nome di battesimo: SMM.

I <3 Community

Erroneamente considerato dai più anzianotti un clone di Instagram, TikTok è il social in più rapida ascesa anche in Italia e la cui vera forza è la community.

Per i TikTokers infatti, l’utilizzo della piattaforma non riguarda più la sola condivisione, ma apre le porte a una realtà di persone che ispirano altre persone, riconoscendosi per talento, interessi, creatività, valori, originalità.

Potrà sorprendere, ma con le sue ricette, i balletti e gli sketch, TikTok sembra essere il primo social media in grado di cambiare positivamente gli utenti, migliorandone l’umore e quotidianità.

Il business è dietro l’angolo e i SMM non vedono l’ora.

Ci si vede su TikTok Academy.