Il periodo natalizio è croce e delizia per le agenzie di comunicazione.
Sono decine le scadenze da rispettare, i budget da far quadrare, gli inviti da realizzare per sé e per ogni singolo marchio, azienda, brand.
E non parliamo delle occasioni di festa come la cena aziendale, i brindisi di saluti, la consegna dei regali ai clienti.
A proposito… i regali?
Dimmi che regalo fai e ti dirò chi sei. Ebbene sì, un regalo racconta molto di chi lo riceve, ma anche di chi lo fa.
È anche per questo che il periodo natalizio è una miniera d’oro per chi si occupa di strategia marketing, sia per avviare sponsorizzate, che per raccogliere dati utili sulle abitudini dei consumatori con offerte stuzzicanti, grafiche scintillanti e claim (più) emozionali (del solito), accomunati in genere dal “trittico”: amore, solidarietà, famiglia.
Ne sa qualcosa Coca Cola, la multinazionale da sempre legata a doppio filo con il periodo natalizio e che anche quest’anno, ha confermato il sostegno a Banco Alimentare, portando il suo messaggio solidale in diverse piazze italiane e naturalmente, sul digital.
A fine anno si tirano le somme e perché no, si può anche organizzare un Secret Santa, invece dell’ennesima riunione.
È un modo per divertirsi, ma anche per fare team fuori dal tran-tran lavorativo, con la consapevolezza che a Natale si è tutti più buoni e generosi.
L’account è il vero trasformista dell’agenzia.
Esperto in giocoleria, si destreggia tra spirito commerciale, self control e savoire faire. Un direttore d’orchestra, un regista, un inventore, un architetto, un tuttofare.
Per riaprire i chakra e ritrovare il proprio equilibrio interiore, un weekend in SPA potrebbe essere la soluzione.
Non si sa mai, tra un massaggio e un bagno turco, che resti spazio per un po’ di new business.
Richiedere preventivi, redigere contratti, stringere legami fruttiferi è solo una parte del piccolo grande mondo che gravita tra Buyer e Amministrazione.
Un ufficio “diffuso” che tiene le fila dell’agenzia, ridimensionando l’estro dei creativi a colpi di calcoli, stilando ordini e nuove trattative, conteggiando entrate ed uscite al centesimo… e guai sgarrare!
Ma in questo tira e molla bisogna darsi un contegno, uno Swear Jar potrebbe essere l’ideale. Ed è anche un ottimo contenitore per la cassa comune.
Tutti lo cercano, tutti lo vogliono… E non solo sotto le festività!
Proprio come Babbo Natale dirige il lavoro degli elfi, così il direttore creativo supervisiona le attività del suo reparto, approvando concept, grafiche, copy, schedulando brief e scadenze, “mettendo in riga” i creativi, saziando gli account, deliziando i clienti.
Per lui, sotto l’albero ci mettiamo uno scaldatazza USB, per “tenere in caldo” le sue idee e confortarlo nelle lunghe ore lavorative che passa incollato al PC. Tutta colpa degli account.
La parte visiva della creatività, tra font, gradienti, aree di rispetto e quel famoso “logo più grande” che di tanto in tanto torna alla sua scrivania.
Il graphic designer ha un occhio critico e appassionato verso il mondo, due orecchie per ascoltare le direttive degli account, un cuore che batte per l’Helvetica e un matrimonio felice con i programmi di grafica.
A lui, o lei, Babbo Natale porterà uno tra questi bellissimi portachiavi Adobe Suite. Per trovare sempre la via di casa, anche quando fuori c’è il Comic Sans.
Un Bianconiglio con i pollici opponibili, la cui abilità è saltare tra graphic designer e art director, account (non quelli in carne ed ossa) e clienti.
Ma anche una Mary Poppins “praticamente performante sotto ogni aspetto”, che dalla sua borsa tira fuori smartphone, telecamere, microfoni, naturalmente i PED.
Il SMM non dorme mai, non si disconnette mai, è una creatura delle favole contemporanea, per cui ci vuole un bel retreat anni ’90 all’airbnb de l’ultimo Blockbuster, con la requisizione di tutti i devices, dopotutto… ci sono i VHS.
Può assomigliare a un ghost writer, ma il suo ruolo in agenzia è tutt’altro che fantasma.
Vive in simbiosi con art director e graphic designer, asseconda il SMM nelle sue peripezie, prende al volo le richieste degli account e cerca sempre di essere focused sulle parole da usare.
Nella sua lettera a Babbo Natale ha scritto un claim rivisitato: “Ci sono cose che non si possono comprare, perché preferisco me le regali tu”.
Trincerato tra coding, bug e Figma, il reparto digital è sempre alla ricerca di soluzioni tecnologiche per risolvere problemi.
Anche se sono device addicted, sono affascinati dalle tradizioni. Ecco il motivo per cui questo Natale, nella loro calza ci sarà uno Smart Writing Set, perché se devono usare un pezzo di carta, tanto vale sia farlo con stile.