La bellezza, questa sconosciuta.
O per meglio dire, la bellezza: questo concetto astratto e trascendentale – così come definito da Wikipedia – che da sempre ispira l’umanità, contribuendo a raccontare momenti, situazioni, oggetti, esseri viventi, idee e… corpi.
In maniera oggettiva o soggettiva, non si sa.
“La vita non è solo essere belli, bello in modo assurdo…” diceva uno stordito Ben Stiller in Zoolander, e aveva ragione.
Anche perché, questo concetto di bellezza assoluta o assurda, non fa che cambiare: complici i gusti che evolvono, la promozione di determinati canoni piuttosto che di altri, la società, i social, internet, l’AI persino.
Di certo, dalla Venere di Botticelli a Zoe De Biasi – su quest’ultima ci torneremo, dalla Biancaneve anni ’40 a quella senza principe del 2025, le differenze ci sono eccome. E sarebbe strano non fosse così.
Però…
Sappiamo che tecnicamente la bellezza è oggettiva o soggettiva, ma come esseri viventi e senzienti dell’era dell’iperinformazione, siamo anche abbastanza consapevoli di quanto trend, mode e marketing, abbiano contribuito e renderla, questa bellezza, sempre più universale.
Ma non per questo più raggiungibile.
Basta guardare la Zoe De Biasi di cui sopra, “Powered by AI, but with Human Touch” dice di lei McFIT Italia.
“Capelli cortissimi, sguardo aperto e solare dentro l’obiettivo, denti bianchissimi, come la sua pelle” replica invece Paolo Iabichino, suggerendo al team di ideatori di questa nuova influencer, di farla passare per un pesce d’Aprile.
O un Easter Egg. E anche su questo, ci torneremo.
Ma se un’influencer fatta di pixel, i cui canoni estetici sono per sua stessa ammissione impossibili – dal suo profilo Instagram: “Io non sudo, ma se potessi lo farei da McFIT”, riesce a ispirare nuovi appassionati di pesi, tapis-roulant e cardio, cosa resta a noi comuni mortali?
La pizza, l’aperitivo e la medicina estetica.
Complici fattori economici, sociali e tecnologici, la grande “industry della bellezza” non ha mai smesso di crescere e di sorprendere, conquistando nuovi target in tutto il mondo.
Di questo successo globale ne sono una prova fiere come AWMC a Monaco, dove ogni anno i professionisti del settore e brand internazionali – come i nostri Neauvia, Bonitto, Renée e Lem – si riuniscono e si confrontano, ridefinendo regole e anticipando tendenze di mercato.
L’avevamo fatto a gennaio con IMCAS Parigi, l’abbiamo rifatto a marzo con AWMC Monaco.
Il punto non è che ci piace viaggiare – e ci piace – ma che amiamo accompagnare i nostri brand e i nostri Clienti dove essi desiderano: in fiere di settore, in percorsi di internazionalizzazione, in progetti di rebranding e strategie omnichannel.
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