Da festa d’importazione anglosassone, accolta inizialmente con diffidenza, a pietra miliare di ogni piano editoriale autunnale che si rispetti.
In Italia Halloween è la linea di demarcazione tra back to school e Black Friday, la notte dell’anno in cui tutto è mostruosamente possibile, con i più piccoli che se la giocano sul ricatto dolciario, mentre ai più grandi tocca lavorare di strategia e trasformare le paure in opportunità di business.
Ormai da anni Halloween è il lato dark delle festività, complice di una vestizione alquanto anomala di store fisici, virtuali e profili social.
Ma tutta questa oscurità di ragnatele fake, pipistrelli di peluche, zucche in plastica e scheletri nell’armadio, in questo periodo dell’anno altro non è che un’occasione in più per attrarre il target.
Ma come?
Con una tra le tecniche di marketing più blasonate ed efficaci, che facendo leva sulle emozioni più recondite, portano a “risvegliare” il proprio bambino interiore: quello delle decisioni prese di pancia e d’impulso, che sono quelle che spesso spingono all’acquisto.
Travestimenti, merchandising, prodotti limited editions e tante, tante operazioni di marketing che sfruttano, come leva di comunicazione, la “paura” nel suo senso più giocoso e buono.
Come “Come as a Clown, eat like a king” di Burger King, che offriva un Whopper gratis a chi si fosse presentato in costume da pagliaccio, lanciando pure una frecciata (o dovremmo definirlo dissing?) al suo frenemy di lungo corso: McDonald’s.
Attenzione però, che è un attimo passare da “una campagna da paura” alla “paura di una campagna”, o per meglio dire del suo target.
È successo in UK, con “It ha ha has to be Heinz”, una multisoggetto a tema Halloween, in cui i protagonisti sono così estasiati dal gusto del ketchup, da averlo spalmato su tutta la bocca.
Problema: quella salsa rossa sulla faccia ricorda abbastanza chiaramente la “Black face“.
Problemissimo: a questo scivolone, ne è seguito un altro, questa volta dal team marketing di Heinz Spagna, che ha provocato le ire del pubblico e le accuse, di nuovo, di razzismo.
Questi due inciampi però servono a ricordare che non basta essere “on top”, per evitare lo scontro con l’esercito dei social e soprattutto, con una tra le paure più diffuse della contemporaneità: il backlash.
Tralasciamo il ketchup e torniamo a noi…
Utilizzare i social come canale di comunicazione preferito va bene, ma può essere un’ottima idea anche quella di abbinarla a un piano editoriale ulteriore, di e-mail marketing e marketing automation.
Infatti, se parliamo di fidelizzazione, le newsletter sono tra gli strumenti più efficaci per stuzzicare la curiosità dei clienti e lanciare un nuovo prodotto o un codice sconto.
Ad Halloween, come in occasione del Black Friday…
Concludendo, il consiglio più utile è quello di superare la fase Aldo, Giovanni e Giacomo e affidarsi a chi, per davvero, il digital specialist e il SMM lo fa di mestiere.
Attuare una strategia digital che si rispetti, magari insieme a un pizzico di real-time marketing, con contenuti a tema integrati nel piano d’azione generico, significa poter migliorare la brand reputation, incrementare engagement e conversioni.
Ma ricordiamoci anche che grafiche e giochi di parole, colori a tema e CTA non sono sufficienti a mantenere alto il percepito del brand.
Quel che ci vuole, e Heinz, come Pandora nel 2017 o Melegatti nel 2015, l’hanno insegnato: è necessario avere cura del particolare e soprattutto, dei pubblici (e delle culture) di riferimento.
Rispetta il target e lui rispetterà te.
E se hai dubbi sul modus operandi, il team di Emporio ADV è decisamente… da paura. Non solo ad Halloween.