Una strategia da paura, da urlo…

16 Ottobre 2024

E chi più ne ha più ne metta.

Da festa d’importazione anglosassone, accolta inizialmente con diffidenza, a pietra miliare di ogni piano editoriale autunnale che si rispetti.

In Italia Halloween è la linea di demarcazione tra back to school e Black Friday, la notte dell’anno in cui tutto è mostruosamente possibile, con i più piccoli che se la giocano sul ricatto dolciario, mentre ai più grandi tocca lavorare di strategia e trasformare le paure in opportunità di business.

Mostri sotto al letto e sui social network!

Ormai da anni Halloween è il lato dark delle festività, complice di una vestizione alquanto anomala di store fisici, virtuali e profili social.

Ma tutta questa oscurità di ragnatele fake, pipistrelli di peluche, zucche in plastica e scheletri nell’armadio, in questo periodo dell’anno altro non è che un’occasione in più per attrarre il target.

Ma come?

Con una tra le tecniche di marketing più blasonate ed efficaci, che facendo leva sulle emozioni più recondite, portano a “risvegliare” il proprio bambino interiore: quello delle decisioni prese di pancia e d’impulso, che sono quelle che spesso spingono all’acquisto.

Una persona con una testa di zucca intagliata, che indossa una maglietta a righe, tiene in mano un computer portatile e fa il gesto di OK. I pipistrelli volano lì vicino su uno sfondo rosa con segni più e un cerchio viola. In basso c'è uno striscione bianco vuoto.

Trick or trend?

Travestimenti, merchandising, prodotti limited editions e tante, tante operazioni di marketing che sfruttano, come leva di comunicazione, la “paura” nel suo senso più giocoso e buono.

Come “Come as a Clown, eat like a king” di Burger King, che offriva un Whopper gratis a chi si fosse presentato in costume da pagliaccio, lanciando pure una frecciata (o dovremmo definirlo dissing?) al suo frenemy di lungo corso: McDonald’s.

Un gruppo di clown con un trucco colorato ed esagerato preme contro una porta a vetri. Alcuni sembrano giocosi, mentre altri sembrano inquietanti. Una didascalia in basso recita: "Vieni come un clown. Mangia come un re." con l'hashtag #ScaryClownNight.

It “ahi ahi” has to be…

Attenzione però, che è un attimo passare da “una campagna da paura” alla “paura di una campagna”, o per meglio dire del suo target.

È successo in UK, con “It ha ha has to be Heinz”, una multisoggetto a tema Halloween, in cui i protagonisti sono così estasiati dal gusto del ketchup, da averlo spalmato su tutta la bocca.

Problema: quella salsa rossa sulla faccia ricorda abbastanza chiaramente la “Black face“.

Problemissimo: a questo scivolone, ne è seguito un altro, questa volta dal team marketing di Heinz Spagna, che ha provocato le ire del pubblico e le accuse, di nuovo, di razzismo.

Questi due inciampi però servono a ricordare che non basta essere “on top”, per evitare lo scontro con l’esercito dei social e soprattutto, con una tra le paure più diffuse della contemporaneità: il backlash.

Una persona tiene in mano con gioia un hamburger con ketchup, mostrando un grande sorriso ricoperto di ketchup. Il testo recita "It Ha Ha Ha Has To Be Heinz". Lo sfondo è scuro, evidenziando l'espressione e il marchio.

Jack o’ Digital.

Tralasciamo il ketchup e torniamo a noi…

Utilizzare i social come canale di comunicazione preferito va bene, ma può essere un’ottima idea anche quella di abbinarla a un piano editoriale ulteriore, di e-mail marketing e marketing automation.

Infatti, se parliamo di fidelizzazione, le newsletter sono tra gli strumenti più efficaci per stuzzicare la curiosità dei clienti e lanciare un nuovo prodotto o un codice sconto.

Ad Halloween, come in occasione del Black Friday…

“Mettetevelo nella zucca…”

Concludendo, il consiglio più utile è quello di superare la fase Aldo, Giovanni e Giacomo e affidarsi a chi, per davvero, il digital specialist e il SMM lo fa di mestiere.

Attuare una strategia digital che si rispetti, magari insieme a un pizzico di real-time marketing, con contenuti a tema integrati nel piano d’azione generico, significa poter migliorare la brand reputation, incrementare engagement e conversioni.

Ma ricordiamoci anche che grafiche e giochi di parole, colori a tema e CTA non sono sufficienti a mantenere alto il percepito del brand.

Quel che ci vuole, e Heinz, come Pandora nel 2017 o Melegatti nel 2015, l’hanno insegnato: è necessario avere cura del particolare e soprattutto, dei pubblici (e delle culture) di riferimento.

Rispetta il target e lui rispetterà te.

E se hai dubbi sul modus operandi, il team di Emporio ADV è decisamente… da paura. Non solo ad Halloween.

Uno smartphone che mostra la foto di una zucca intagliata con la faccia di una zucca di Halloween, posizionata di fronte alla zucca vera e propria sullo sfondo. La configurazione è su una semplice superficie bianca.

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