Volare… OOH!

18 Luglio 2024

Cantare… DOOH!

Tra i luoghi più affollati del pianeta, ambiente di lavoro, di transito e di scambio, frenetico, caotico, carico di valigie piene, di attese, saluti, incontri, abbracci, partenze e arrivi.

Hub intermodale per viaggiatori occasionali e frequent flyers, piloti, hostess, staff, greeters, meeters e professionisti sempre nuovi.

È l’aeroporto.

Un po’ passeggeri, molto consumatori.

È vero che l’antropologo Marc Augé li definiva “nonluoghi”, ma la maggior parte degli aeroporti oggi rappresentano un vero e proprio valore aggiunto per le città e i territori che li ospitano.

Tra ristoranti e lounge bar, aree relax e sale VIP, negozi, catene e format per ogni genere di target e necessità, gli aeroporti si sono pian piano svincolati dal settore dei trasporti per diventare brand e “contenitori” esperienziali per clienti business, leisure e bleisure.

E si sa, quando si parla di experience, si parla di marketing e comunicazione.

La silhouette di una famiglia con un passeggino che cammina attraverso un terminal aeroportuale con grandi finestre. Un aereo sta decollando sullo sfondo del cielo al tramonto o all'alba. L'interno del terminal è spazioso con vista sulla pista esterna.

“There’s such a lot of world to see…”

Con grandi spazi ed altrettanto grande afflusso di persone, gli aeroporti sono ambienti in cui i brand possono letteralmente spaziare, sfruttando nuove tendenze di comunicazione attraverso impianti ad alto impatto visivo, schermi immersivi, ledwall digitali.

E poi qualche volta… Si vola con la creatività.

Ne sono un esempio il celebre ambient ideato per il Casinò di Venezia all’aeroporto Marco Polo, ora presenza fissa in tutte le case history di marketing aeroportuale, in cui un nastro trasportatore fu trasformato in una roulette russa a grandezza naturale.

Come non citare la pista di atletica all’interno del terminal dell’Aeroporto Internazionale di Narita, a Tokyo, un’idea per promuovere le Olimpiadi del 2020.

E la lista continua…

Perché gli aeroporti, semplicemente per come sono strutturati oltre che per la loro funzione, rappresentano un’esperienza totalizzante e d’appeal per consumatori e acquirenti, varie ed eventuali.

Un nastro trasportatore bagagli aeroportuale progettato per assomigliare a una gigantesca ruota della roulette di un casinò. I bagagli escono dalle fessure numerate della ruota colorata, con segmenti rossi, neri e verdi, ciascuno etichettato con numeri simili a un tavolo da roulette tradizionale.

L’OOH made in FVG.

Anche la regione Friuli Venezia Giulia, a seguito di un’importante pianificazione sulle tv nazionali, ha scelto di veicolare il suo nuovo concept di comunicazione all’interno di alcuni tra gli aeroporti più importanti dello “Stivale”.

Per un mese intero, gli spazi di Roma Fiumicino, Milano Linate e Napoli Capodichino si sono vestiti di quelli che, nel mondo del marketing, sono chiamati strumenti OOH e DOOH, al secolo grandi affissioni, schermi retroilluminati e ledwall, accompagnando arrivi e partenze di milioni di turisti.

Un’operazione che, solo nella capitale, è stata in grado di catalizzare l’attenzione di circa 169mila viaggiatori al giorno, il 20% in più rispetto agli anni precedenti.

E vien proprio da dire… “Ahò, mica pizza e fichi!”

Semmai frico e vino.

Un grande schermo digitale in una moderna stazione ferroviaria mostra una vivace pubblicità che presenta un pittoresco lungomare con edifici colorati. Sotto lo schermo, un orario mostra gli arrivi e le partenze dei treni. Si vedono passeggeri muoversi nella stazione.

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