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La storia aziendale di Samsung. Ieri pesce secco, oggi smartphone.

 

Tutti conoscono il colosso coreano, ma la storia di come è nato è tanto curiosa quanto interessante.

Samsung Group è un conglomerato di aziende che a sua volta include una serie di sussidiarie. Il brand coreano produce un quinto degli export totali della nazione, e oggi si focalizza principalmente sull’elettronica, l’industria pesante, le costruzioni e il settore bellico.

Ma l’azienda di Daegu non si ferma qui nella diversificazione del suo modello di business (termine che approfondiremo successivamente) infatti, alcune sue sussidiarie si occupano di assicurazioni, pubblicità, comunicazione e intrattenimento.

E questo è noto. Ma forse non tutti sanno che Samsung ha basato l’inizio della sua storia aziendale sull’export di beni alimentari come i noodles e il pesce secco prima di diventare uno dei chaebol più importanti al mondo.

Fermi tutti, ma che cos’è un chaebol?

Il Merriam Webster, lo storico dizionario americano, lo definisce così:

“A family-controlled industrial conglomerate in South Korea”.

Il chaebol è un grande conglomerato industriale, gestito e controllato da un proprietario o una famiglia, in Corea del Sud. Il chaebol ha una caratteristica peculiare, spesso è costituito da aziende diversificate.

In Corea, i chaebol, hanno contribuito allo sviluppo della zona geografica in maniera significativa. Esemplificativo è il caso di Chung Mong-Joon, membro di una grande famiglia e presidente della Hundai Heavy Industries. Il rampollo, candidatosi con successo nel 1998 all’Assemblea nazionale della Corea del Sud, ha agevolato marcatamente la riappacificazione tra le due Coree.

 

 

Ma come ha fatto samsung a diventare uno dei chaebol più influenti al mondo partendo dall’esportazione di pesce e noodles?

La grande azienda nata nel 1939 a Daegu, con l’export di noodles e di pesce secco come core business, dopo la lunga e difficile Guerra di Corea doveva ripartire.

Allora ricominciò come raffineria di zucchero, ma fu solo la prima delle tante direzioni di diversificazione aziendale che il brand Coreano ha intrapreso nei suoi 80 anni di storia.

La diversificazione divenne una strategia di crescita sistematica, espandendosi, negli anni ’60, ai servizi assicurativi, alla sicurezza e alla vendita al dettaglio, andando di pari passo con la forte industrializzazione del paese.

Verso la fine del decennio Samsung fece il suo ingresso nell’industria dell’elettronica, settore che poi porterà il brand a diventarne uno dei leader mondiali. Nel 1970 la consacrazione definitiva, con la produzione di televisori in bianco e nero.

Ciò che è successo nei decenni seguenti fa parte della storia moderna, come le tre direzioni intraprese a partire dal 1993 (electronics, engineering, e chemicals) e la fortunata partnership del 2006 con Sony per la produzione di schermi LCD, che gli permisero di diventare leader di mercato per quel segmento produttivo.
 

 

Ma facciamo un passo indietro: cos’è la diversificazione, intesa come strategia aziendale?

La diversificazione è una strategia aziendale che permette ad una compagnia di entrare in nuovi mercati, nei quali attualmente non opera, attraverso la creazione di nuovi prodotti per quello specifico settore.

Per una diversificazione aziendale è necessario lo sviluppo di competenze specifiche riguardanti il settore nel quale si è deciso di entrare e riguardanti i prodotti che si è intenzionati a produrre. Così come sono necessarie nuove tecnologie e strutture adeguate. Sicuramente si tratta di operazioni complesse, che richiedono un’elevata organizzazione, per questo spesso ci si affida a consulenti aziendali in grado di facilitare il percorso.

Immagine banner: / Shutterstock.com

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